Programmi /Concerti e cori

Edith Stein

Questo spettacolo, dedicato ad Edith Stein, canonizzata recentemente patrona d'Europa, così ha dichiarato il Sommo Pontefice, è uno spettacolo non in forma teatrale, ma in forma di concerto, in forma musicale. Si tratta di un tentativo di ricostruire la biografia, un percorso all'interno della storia personale di questa donna carmelitana, ebrea, filosofa, che ha avuto una vicenda che si è conclusa tragicamente la mattina del nove agosto ad Auschwitz nei campi di sterminio. I momenti dello spettacolo sono otto, come otto sono i giorni del suo martirio, deportata dalla Gestapo, dopo l'ottavo giorno, viene immediatamente giustiziata ad Auschwitz.

Direi che la ricerca della verità di Edith Stein, che lei esemplifica in termini molto semplici a volte (come quando dice che lei non sapeva come fare a cucire all'età di cinque anni, e da sola con l'ago del pensiero, cioè con le proprie forze ha cercato il modo per risolvere questo problema), il problema della vita, che è quello della ricerca della verità, lei lo risolve in maniera anche molto semplice, attraverso scelte esistenziali, attraverso l'opposizione a un regime come era quello nazista (infatti è da poco che sono stati aperti gli archivi del Vaticano e sono state trovate le lettere che Edith Stein ha spedito al Santo Padre per protestare contro il razzismo che nasceva nella Germania di quei tempi). Quindi sono scelte che riguardano tutti, scelte esistenziali, scelte di vita, e soprattutto una passione per la verità.
(dalla intervista di G. Pizzol, autore dei testi)

Fare la voce narrante in questo concerto vuol dire essenzialmente sentirsi parte di un'unica figura che è quella, appunto, di Edith Stein. La complessità della vita di questa donna, riguarda la mente, la persona, riguarda la femminilità, la quotidianità, la filosofia, l'affetto, riguarda tante cose, come ogni vita umana riguarda tanti aspetti.
Allora io mi sento parte di questo tutto, e per fortuna, quello che io non riesco a dire lo dice la musica, quello che io non riesco a suggerire lo suggerisce Daniela quando canta, quello che io non mi sognerei neanche di nominare viene nominato dal testo e quello che io non riuscirei ma ad essere è il concetto nel suo insieme, e quindi mi sento veramente parte di un tutto dove la parte è molto importante. Quindi sono totalmente dentro la mia parte.
Edith Stein è una figura attuale, come, secondo me, sono attuali tutte le figure che sono vere, che hanno fatto i conti veramente con la propria vita. Uno non può incontrare una persona così e dimenticarsela. È attuale perché ha risposto veramente a sé stessa. C'è un punto in cui dice "Lei si sposerà?" e lei dice "Sicuro che mi sposo, se c'è qualcuno che mi vuole come sono", essere come lei disposti e aperti. Secondo me è fondamentale.
(dalla intervista a Laura Aguzzoni, voce narrante)

Una specie di identificazione col personaggio c'è forse sempre - Forse sì, forse c'è sempre, ma in questo caso non credo proprio, per quanto mi riguarda, perché cantare anche col soggetto io riferendosi appunto ad Edith Stein, non mi identifica con lei perché la canzone stessa, per me è come se la cantasse qualcun altro, come se continuamente ascoltassi, anche mentre canto, il testo stesso. Quindi, è come prestare la propria voce a qualcun altro che magari canta attraverso di te, quindi non è un'identificazione, è invece un ascolto.
(dalla intervista a Daniela Piccari, voce cantante solista)