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India, proibito pregare...
La prassi dei permessi di soggiorno in India viene sempre pił strumentalizzata per impedire la libera manifestazione della propria fede. Da anni i missionari stranieri si vedono negati i visti per compiere il loro lavoro pastorale, e devono ricorrere a visti turistici. Ora sempre pił spesso la polizia o agenzie di intelligence, sostenute da fondamentalisti indł, irrompono nelle cerimonie religiose cristiane e impediscono la partecipazione degli "stranieri con il visto turistico". Questa odiosa forma di intimidazione - illegale per la Costituzione indiana e secondo i protocolli internazionali - si affianca a molte proposte dei governi locali, tutte miranti a impedire espressamente ai cristiani di esprimere la loro fede.
Cosģ i cristiani sono scesi in piazza per difendere il loro diritto di manifestare il proprio credo e di partecipare alle cerimonie religiose.
La montante ondata di intolleranza, il voler togliere la parola ai cattolici (a cominciare dal Papa, che non dovrebbe pił esprimere il suo pensiero!), se non l'aperto attacco ai credenti in nome della "modernitą" ci fa temere che a breve anche noi in Europa dovremo manifestare per difendere i nostri diritti di libera espressione della fede.